
Il valore realizzato (EVM) spiegato in modo chiaro, con un esempio vero
The PM Architect3 min di lettura
Il valore realizzato, o EVM dalla sigla inglese, spaventa molti candidati al PMP. Sembra una matematica complicata e un insieme di sigle che si confondono. La verità è che è una delle idee più semplici e utili della gestione dei progetti, se te la spiegano bene. Andiamo al punto.
Il problema che risolve
Immagina di essere a metà del calendario di un progetto e di aver speso metà del budget. Stai andando bene? Con questo soltanto non hai modo di saperlo. Potresti aver avanzato molto o pochissimo. La spesa e il tempo non ti dicono quanto lavoro reale hai completato.
Il valore realizzato risolve proprio questo: misura quanto vale il lavoro che hai davvero fatto, non quanto hai speso né quanto tempo è passato.
I tre numeri di base
Tutto l’EVM si costruisce su tre cifre:
- Valore pianificato (PV): quanto lavoro pensavi di avere completato a questa data, in denaro.
- Valore realizzato (EV): quanto vale il lavoro realmente completato, in denaro.
- Costo reale (AC): quanto hai speso davvero per farlo.
La chiave è l’EV. Non è quello che hai speso, è quanto vale ciò che hai fatto.
Un esempio vero
Hai un progetto di 100 unità di denaro e 10 settimane. Il piano è avanzare in modo uniforme, 10 a settimana. Sei alla settimana 5.
- Pensavi di aver completato il 50%, quindi PV = 50.
- Controlli il lavoro ed è completo solo il 40%. Il valore di questo è EV = 40.
- Per fare quel 40% hai speso AC = 45.
Con questi tre numeri conosci già la verità scomoda: hai avanzato meno del previsto e hai speso più di quanto vale ciò che hai fatto. Sei in ritardo e costoso. E lo sai alla settimana 5, non alla 10, quando puoi ancora correggere.
Le due variazioni che contano
- Variazione di schedulazione (SV) = EV meno PV. Qui, 40 meno 50, uguale a meno 10. Negativo significa ritardo.
- Variazione di costo (CV) = EV meno AC. Qui, 40 meno 45, uguale a meno 5. Negativo significa extra costo.
Regola mentale: se la variazione è negativa, c’è un problema. Schedulazione negativa, sei in ritardo. Costo negativo, spendi troppo.
I due indici
Per confrontare progetti o vedere le tendenze si usano gli indici:
- SPI = EV diviso PV. Qui, 40 diviso 50, uguale a 0,8. Minore di 1, vai lento.
- CPI = EV diviso AC. Qui, 40 diviso 45, uguale a 0,89. Minore di 1, spendi troppo.
Un CPI di 0,89 significa che per ogni unità spesa generi solo 0,89 di valore. Se nulla cambia, finirai sopra il budget.
Perché ricorre tanto nell’esame
L’esame vuole vedere se capisci la storia dietro i numeri, non se reciti le formule. Di solito ti dà tre dei dati e ti chiede il quarto, oppure ti chiede cosa significa un CPI minore di 1. Se hai chiaro che l’EV è il valore di ciò che hai fatto e che le variazioni negative sono cattive notizie, risolvi la maggior parte senza fatica.
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