
La simulazione ufficiale non ti dice se passerai
The PM Architect5 min di letturaEsame PMP
Arriva un momento nella preparazione in cui hai già fatto il corso, letto quello che andava letto e risposto a centinaia di domande sciolte. E compare l’unica domanda che conta, cioè se sei pronto. La simulazione ufficiale esiste per rispondere a questa, ma non nel modo in cui quasi tutti immaginano.
Cos’è esattamente la simulazione ufficiale
Il 2 ottobre 2026 il PMI ha pubblicato una guida alle sue risorse di preparazione, firmata da Deborah Walker, e lì la simulazione compare nell’ultima tappa del percorso, non nella prima.
Secondo la scheda del prodotto, è un esame completo di 180 domande distribuite in tre sezioni cronometrate, con tentativi illimitati. Dura quattro ore e costa novantanove dollari. Alla fine restituisce i risultati per i tre domini e la spiegazione di ogni domanda, non solo il punteggio. È offerta in dieci lingue, tra cui spagnolo latinoamericano e portoghese del Brasile. L’italiano per ora non è tra queste, quindi da qui si fa in inglese.
Guarda quei numeri, perché sono quelli dell’esame vero. Il PMP sono 180 domande in quattro ore, con due pause di dieci minuti. La simulazione non è una versione ridotta né un pacchetto di domande di pratica. È la sessione intera, stanchezza compresa, che è esattamente quello che nessuna serie di domande sciolte può insegnarti.
La frase del PMI che cambia come si usa
In quella guida c’è una riga che vale tutto l’articolo. Il PMI dice di usare il risultato come diagnosi e non come previsione che passerai.
È una distinzione scomoda e per questo quasi nessuno la ripete. Chi fa la simulazione vuole un numero che dica sì o no. Il numero c’è, ma non serve a quello. Una simulazione misura com’è andata una prova generale, con la sua giornata, la sua stanchezza e il suo caso nelle domande. L’esame vero è un’altra prova generale. Trattare un risultato come pronostico è chiedere a una misura di fare la profezia.
E c’è una cosa che conviene dire a chiare lettere. Il PMI non pubblica un punteggio obiettivo nella simulazione oltre il quale puoi prenotare tranquillo. Se qualcuno ti dà quel numero, se l’è inventato. Non sta nella scheda del prodotto né nella guida alle risorse, e non esiste nemmeno una soglia di superamento pubblicata dell’esame vero con cui confrontarlo.
Cosa guardare dopo ogni tentativo
La stessa guida dice cosa osservare, e sono tre cose, nessuna delle quali è il punteggio.
Il ritmo, cioè come hai distribuito le quattro ore e in che punto della sessione hai iniziato a correre contro l’orologio. I tipi di scenario che ti costano, che non è lo stesso dei temi, perché puoi padroneggiare il contenuto del rischio e continuare a sbagliare gli enunciati dove c’è uno sponsor che spinge. E se le stesse lacune continuano a comparire tentativo dopo tentativo, che è il segnale che stai ripetendo l’errore invece di correggerlo.
Il ciclo e le tre cose da osservare vengono dalla guida alle risorse di preparazione pubblicata dal PMI il 2 ottobre 2026.
Con questo in mano torni al materiale di quella parte precisa e ripeti la simulazione per vedere cosa si è mosso. Non ripeti per alzare il punteggio, ripeti per confermare che la lacuna si è chiusa. I tentativi illimitati servono a questo e non a collezionare prove.
Cosa la simulazione non è
Non è lo strumento di pratica quotidiana. Il PMI distingue con cura i suoi due prodotti. Study Hall è l’ambiente di studio continuo, con ripassi, domande, esami brevi e monitoraggio dei progressi lungo tutta la preparazione. La simulazione è una valutazione puntuale di ritmo e rendimento, verso la fine. Usarla come pratica quotidiana la consuma, perché la seconda volta riconosci già gli enunciati e smette di misurare quello che era venuta a misurare.
E non sostituisce nemmeno il programma. La stessa guida insiste sul fatto che il programma ufficiale è la risorsa più importante, la mappa di ciò che entra, e che le guide del PMI si consultano quando una domanda o un risultato ti mostra un buco. Non si leggono da cima a fondo.
Un dettaglio minore per chi ha già la credenziale. La simulazione dà quattro PDU, tutte e quattro in modi di lavorare, quindi ripassarla ogni tanto conta anche per il rinnovo.
Allora quando prenotare
Senza un punteggio magico, il segnale è un altro ed è più onesto. Prenota quando completi la sessione intera senza restare senza tempo, quando gli scenari che sbagli non sono più sempre gli stessi, e quando rivedendo una risposta errata capisci perché l’altra era migliore senza doverlo cercare.
Quest’ultima è quella che dice di più. Se ti serve ancora la spiegazione per capire l’errore, l’errore è di criterio e non di memoria, ed è lì che l’esame ti fa pagare. È la stessa idea su cui lavoriamo nel post sulla mentalità d’esame, che il PMP non ti chiede di recitare ma di decidere.
Se sei ancora lontano da quella tappa, l’ordine delle cose sta nel piano di studio, e quello che l’esame misura da luglio 2026 è scomposto nel post sull’esame nuovo. La simulazione viene dopo entrambi, non prima.
La simulazione non è l’oracolo che ti dice se passerai. È lo specchio che ti mostra come lavori per quattro ore di fila, e quello, a differenza di un pronostico, lo puoi cambiare.
Iscriviti alla lista d’attesa
In The PM Architect scriviamo le guide di studio del PMBOK in cinque lingue, con casi reali d’aula ed esercizi con spiegazione. Saranno gratuite. Lascia la tua e-mail nella pagina principale e ti avvisiamo non appena saranno disponibili.



