
PMBOK 6 vs PMBOK 7: cosa è cambiato e cosa ti conviene studiare
The PM Architect3 min di lettura
Se ti stai preparando al PMP, il primo dubbio è quasi sempre lo stesso: studio il PMBOK 6 o il 7? La risposta breve è che l’esame attuale si basa sull’approccio del 7, ma capire da dove viene il 6 ti dà una base che molti candidati saltano e che poi rimpiangono. Procediamo con ordine.
Il PMBOK 6: il mondo per processi
La sesta edizione descrive la gestione dei progetti come un insieme di 49 processi, organizzati in cinque gruppi e dieci aree di conoscenza. Ogni processo ha i suoi input, i suoi strumenti e tecniche, e i suoi output. È una mappa dettagliata e molto ordinata.
Questa struttura ha un pregio enorme: ti dice cosa fare e in quale ordine. Se il tuo lavoro assomiglia a un progetto predittivo classico, con un ambito definito e fasi chiare, il 6 resta un riferimento utile. Il problema è che molte persone hanno cercato di impararlo a memoria, recitando input e output come se fossero una tavola periodica. E l’esame ha smesso di premiare tutto questo.
Il PMBOK 7: principi e domini di performance
La settima edizione cambia rotta. Invece di partire dai processi, parte da 12 principi e 8 domini di performance. I principi sono guide di condotta: essere un amministratore diligente, costruire un ambiente di squadra collaborativo, coinvolgere gli stakeholder. I domini descrivono aree di risultato, come il team, l’approccio di sviluppo, la consegna o la misurazione.
Il cambiamento di fondo è di mentalità. Il 7 non ti consegna una ricetta per ogni situazione. Ti consegna criteri per decidere quando la situazione non rientra in nessuna ricetta. Ed è esattamente questo che misura l’esame moderno: criterio, non memoria.
Predittivo, agile e ibrido
Un’altra differenza chiave è che il 7 tratta gli approcci predittivo, agile e ibrido come cittadini di prima classe. Non esiste più un metodo “corretto” e altri eccezionali. Scegli l’approccio in base al progetto e adatti il metodo al contesto. Questa idea, quella di adattare il metodo, ha un nome proprio: tailoring. È uno dei concetti centrali del 7.
E allora, cosa studio?
Per l’esame di oggi, la tua base deve essere il PMBOK 7, completato con pratiche agili e ibride e con criterio situazionale. L’esame presenta scenari e ti chiede la decisione migliore, non la definizione di un termine.
Detto questo, non buttare via il 6. Sapere come si struttura un progetto per processi ti aiuta a capire perché certe decisioni del 7 hanno senso. Molte domande continuano a basarsi su strumenti che il 6 descrive in dettaglio, come la gestione del valore guadagnato o l’analisi dei rischi. Il 6 ti dà il vocabolario, il 7 ti dà il giudizio.
Come studiare entrambi senza perderti
Un percorso che funziona bene:
- Inizia dal 7 per fissare la mentalità: principi, domini e l’idea di adattare il metodo.
- Usa il 6 come dizionario di strumenti: quando appare una tecnica, vai sul 6 per capirla a fondo.
- Esercitati con domande situazionali fin dal primo giorno. L’esame non premia chi recita, premia chi decide.
Questa combinazione copre ciò che l’esame misura oggi e ti lascia con qualcosa di più prezioso di un certificato: la capacità di gestire progetti per davvero.
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