
I nuovi formati di domanda del PMP: casi, grafici e come rispondere
The PM Architect5 min di letturaEsame PMP
Sostenere l’esame nuovo non è solo sapere di più. È rispondere in modo diverso. Il programma di luglio 2026 porta qualcosa che i precedenti nemmeno elencavano, il dettaglio dei formati di domanda che incontrerai, e due di essi arrivano segnalati come nuovi. Se ti sei preparato esercitandoti solo con la scelta multipla, lì hai un buco che non è di conoscenza ma di metodo.
Quali formati ci sono ora
Il programma ufficiale elenca otto tipi di domanda. Questi sono i due segnalati come nuovi.
- Caso o scenario. Ti presentano una situazione lunga, che può includere grafici o tabelle, e su di essa rispondi a una serie di domande concatenate. Non è una domanda con contesto. È un contesto con più domande.
- Domande basate su grafici. Ti mostrano un grafico, un diagramma o un’immagine e devi interpretarlo per rispondere.
Gli altri sei esistevano già in qualche forma. Ci sono la scelta multipla a risposta singola, la risposta multipla, l’abbinamento, l’abbinamento avanzato (trascinando su un grafico), puntare e cliccare su una zona dell’immagine, e gli elenchi a discesa.
Un dettaglio pratico che conviene sapere. Il programma segnala quattro di questi formati come disponibili solo nell’esame al computer. I quattro disponibili in tutte le modalità sono caso o scenario, domande con grafici, scelta multipla a risposta singola e risposta multipla.
Il cambiamento di fondo è questo. Prima ti descrivevano il grafico a parole e tu sceglievi. Ora ti mettono il grafico davanti e ti interrogano. È la differenza tra sentirsi raccontare una radiografia e vedersela consegnare per leggerla.
Come affrontare ciascuno
- I casi. Leggi prima le domande, poi il caso. Sembra al contrario e funziona, perché sai cosa cercare e non rileggi il blocco intero quattro volte. Il caso alimenta più domande, quindi l’investimento di leggerlo bene si ripartisce.
- I grafici. Prima di guardare la curva, guarda gli assi e le unità. La maggior parte degli errori non è di criterio, viene dall’aver letto male cosa si sta misurando. E la risposta di solito sta nella distanza tra due linee, non in un punto isolato.
- Abbinare e trascinare. Parti dalle coppie di cui sei sicuro e toglile dal tavolo. Ogni coppia che fissi riduce le combinazioni possibili di quelle che restano.
- Puntare e cliccare. L’obiettivo è una zona, non un pixel, ma nemmeno metà del grafico. Individua prima il punto sull’asse e poi clicca.
- Risposta multipla. Tratta ogni opzione come una domanda vero o falso indipendente. Valutare l’insieme in un’unica passata è dove perde chi sapeva la materia.
Come esercitarli senza materiale ufficiale nuovo
Non ti serve comprare nulla per allenare questo. Ti serve cambiare come usi ciò che hai già.
- Costruisci i tuoi casi. Prendi un qualsiasi scenario lungo del tuo materiale e scrivigli tu tre o quattro domande concatenate. L’esercizio di redigerle ti insegna a leggerle.
- Allena la lettura dei grafici. Curve di valore realizzato, grafici di avanzamento, diagrammi di rete. Esercitati dicendo ad alta voce cosa sta succedendo nel grafico prima di guardare le alternative.
- Cronometrati con il numero vero. Sono 180 domande in 240 minuti, ossia circa 80 secondi a domanda in media. Il blocco dei casi ne mangia di più, quindi il resto deve andare più veloce.
- Ripassa gli errori comuni. Cambiano i formati, non le trappole. Quelle che ti facevano sbagliare prima continueranno a farlo.
Cosa non è cambiato
Ecco la parte rassicurante, perché c’è parecchio rumore. L’esame ha ancora 180 domande. Restano due pause da 10 minuti. Il tutorial iniziale e il sondaggio finale restano facoltativi e restano fuori dal tempo. E hai ancora fino a tre tentativi nel tuo periodo di idoneità di un anno.
Ci sono tre cose che invece si sono mosse e che quasi nessuno menziona.
- Il tempo è passato da 230 a 240 minuti. Dieci minuti in più per lo stesso numero di domande.
- Le domande valutate sono scese da 175 a 170. Ora ci sono 10 domande di prova che non incidono sul tuo risultato, invece di 5.
- Le pause non cadono più alle domande 60 e 120. Ora la prima arriva al termine della sezione dei casi e la seconda circa a metà del blocco di domande indipendenti.
Dati dal programma ufficiale dell’esame PMP (ECO), edizioni di gennaio 2021 e luglio 2026.
Quest’ultimo punto è il più utile dei tre, perché conferma qualcosa sulla struttura. I casi sono un blocco a sé, all’inizio. E attenzione, perché il programma lo dice a chiare lettere. Una volta che chiudi una sezione e inizi la pausa, non puoi tornare alle domande precedenti. Rivedi prima di alzarti.
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